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Curiosità sul mondo Jurassico di Spielberg

October 7, 2016

 

Molti anni prima che il libro vedesse la luce, Jurassic Park nasce nella mente di Michael Crichton come una bozza di copione. Siamo nel 1983 e Crichton inizia a scrivere questo soggetto su uno studente che clona uno pterodattilo partendo da un uovo. Ma la storia non piace all'autore e a un gruppo di amici che usa come focus group, e viene accantonata. Anni dopo, quando la riprende in mano, Crichton capisce che il problema principale sia il punto di vista attraverso cui è narrata, quello di un ragazzo, e nel riscriverla aggiunge altri elementi, tra cui quello del parco dei divertimenti andato a ramengo, ripreso da un film da lui scritto e diretto nel 1973, il celebre Westworld - Il mondo dei robot

 

2) Il romanzo fu pubblicato nel 1990, ma prima ancora che andasse in stampa, quattro studios hollywoodiani si contesero i diritti per farne un film. Ciascuno aveva già in mente un regista a cui affidare il progetto: la Fox puntava su Joe Dante, la Warner su Tim Burton, la Columbia su Richard Donner e infine la Universal su Steven Spielberg

 

3) Laura Derne fu per anni assillata da gente che le chiedeva di quella cacca di triceratopo, quell'enorme

ammasso di sterco di dinosauro in cui aveva infilato le mani. Bene, per quanto possa sembrare incredibile, non era davvero-davvero cacca di dinosauro, ma un semplice ammasso di fango, argilla e paglia, cosparso di miele e pezzi di papaya per attirare le mosche.

 

4) In un film per la cui realizzazione sono stati costruiti degli animatronic di dinosauro a grandezza naturale è difficile crederlo, ma uno degli effetti più complicati da realizzare per lo staff di tecnici fu quello delle vibrazioni create nei due bicchieri d'acqua dall'avvicinarsi del tirannosauro. L'idea venne in mente a Spielberg guardando vibrare lo specchietto retrovisore dell'auto mentre ascoltava un brano pUtente degli Earth, Wind and Fire, e chiese a Michael Lantieri di realizzarla. Il tecnico rispose Tuttappò, capo, vai Brooklyn, ma scoprì che se far vibrare i bicchieri era una sciocchezza, ottenere quell'effetto nell'acqua al loro interno era tutto un altro paio di maniche. Preso dal panico, decise responsabilmente DI NON DIRE NULLA, e si arrivò così alla notte prima delle riprese senza sapere come diavolo realizzare quell'effetto. Quella sera, armeggiando con la chitarra, Lantieri scoprì miracolosamente il suono giusto per far vibrare l'acqua, un vero e proprio colpo di fortuna.

 

5) Ironia della sorte, proprio durante le riprese vennero rinvenuti degli esemplari di dromeosauridi più alti dell'uomo e muniti di un artiglio dalle dimensioni siffrediche, che vennero chiamati Utahraptor. Informato della cosa, Stan Winston si fece una grossa risata e disse: "Noi li abbiamo creati e loro li hanno scoperti". Per la scena della cucina, due dei tecnici degli effetti speciali impersonarono i 'raptor, indossando delle tute speciali - trasformate dalla magia della CGI in quello che si vede nel film - anche se alcune sequenze, come la scena in cui uno dei due Velociraptor salta sul piano della cucina, sono totalmente digitali. Per il verso del Velociraptor, esattamente come per gli altri dinosauri del film, si miscelarono quelli di diversi animali, Il loro pesante respiro ad esempio è in realtà quello di un cavallo, mentre il suono emesso dai velociraptor quando comunicano fra di loro è in realtà quello di due tartarughe che si accoppiano, oltre che utilizzare il verso di trichech il più importante tra quelli adoperati fu il verso di un delfino. 

 

6) Il Dilofosauro in Jurassic Park si vede poco, ma gli spetta una scena memorabile: è il mostrillo con la doppia cresta che gonfia il collare e sputa veleno, che uccide il cicciobombo traditore Dennis Nedry. Carino, vero? Peccato che le caratteristiche che l'hanno reso famoso siano totalmente inventate. Il vero Dilofosauro non sputava veleno (un'idea di Crichton) e non aveva quella doppia cartilagine sventolante da sborone (un'idea di Spielberg). Il Dilofosauro del film è inoltre molto più piccolo di quello vero (che raggiungeva i due metri e mezzo d'altezza), allo scopo di differenziarlo meglio dai Velociraptor.

 

7) Una delle protagoniste Ariana Richards ovvero Alexis "Lex" Murphy che interpreta la nipote di John Hammond, fu scelta per le convincente urla scassavetri in cui si è prodotta nei provini. La leggenda vuole che i suoi strilli furono talmente forti da svegliare Kate Capshaw (la moglie di Spielberg) che si era assopita in un'altra stanza, e da farla accorrere preoccupata. Al termine delle riprese, la Richards si appassionò tanto ai dinosauri da assistere il paleontologo Jack Horner negli scavi di vere ossa di dinosauro in Montana, l'estate successiva. La Richards - che all'epoca ci rimase malissimo perché la Kenner aveva realizzato i pupazzini di tutti i personaggi del film tranne il suo - ha continuato a recitare, sia pure con meno fortuna.

 

 

8) Arriviamo finalmente al T-Rex,  in particolare al suo pupazzone gigante animatronic usato per alcune

 

delle scene principali del film. Il bestione era alto sei metri, lungo 12 e pesava circa 6 tonnellate. Il citato paleontologo Jack Horner lo definì "la cosa più prossima a un dinosauro vivo mai vista". Ma c'era un problema. Nessuno aveva avvisasto Stan Winston e i suoi ragazzi del fatto che quelle scene lì si sarebbero girate in studio sotto la pioggia. Spielberg chiese allora a Winston cosa sarebbe potuto succedere, ma Winston non ne aveva idea. Ci provarono. Quello che successe fu che la gomma del rivestimento assorbiva l'acqua, aumentando il peso dell'animatronic e facendone saltare tutti i bilanciamenti. I tecnici tirarono avanti per tutta la notte asciungando la pelle del dinosauro con panni e asciugacapelli, e nelle riprese successive fu usata una piattaforma sospesa al di sopra dell'animatronic per ripararlo dalla pioggia.

La scena più complessa da animare fu ovviamente quella in cui il T-Rex insegue il fuoristrada. Nessuno, sostanzialmente, aveva idea di come corresse un animale di quelle dimensioni, e ci vollero due mesi solo per effettuare le ricerche del caso. Vari effetti vennero aggiunti in CGI in un secondo momento, come gli schizzi d'acqua sollevati dai passi del tirannosauro: si filmò separatamente ogni splash, aggiungendolo poi al filmato. Nella scena in cui il T-Rex sfonda il tetto di plastica della jeep elettrica, vuole la leggenda che la cosa non fosse prevista, perciò le prime urla di terrore dei ragazzini in quella inquadratura sarebbero vere… E parlando di urla, abbiamo detto sopra che il verso dei Velociraptor era un miscuglio di versi animali in cui prevaleva quello emesso da un delfino. E per il tirannosauro? Un frullatone di coccodrillo, leone e soprattutto … un elefantino. Il potente barrito di un cucciolo di elefante. Sia per il verso del T-Rex che per quello dei Gallimimus, il tecnico degli effetti audio Gary Rydstrom infilò nel mix anche un pizzico di casa sua: i versi di Buster, il suo Jack Russell Terrier.

 

9) "Ma che ci tengono lì dentro, King Kong?", chiede Jeff Goldblum quando arrivano al cancello del parco durante la visita guidata sulle auto elettriche. Non è una frase detta a caso: Spielberg ha dichiarato più volte come la pellicola che ha influenzato maggiormente Jurassic Park sia stata il King Kong del 1933. Voleva che il tono muscolare del suo T-Rex e più in generale la potenza comunicata dai dinosauri più grandi fossero quelli del gorillone.

Anche il finale fu cambiato per questo motivo: il copione prevedeva che i Velociraptor morissero trafitti dal crollo degli scheletri di dinosauro, ma Spielberg scelse il finale che conosciamo, con il T-Rex che salva Grant e gli altri dai Velociraptor e poi ruggisce, per far capire chiaramente agli spettatori che il tirannosauro rappresentava l'antieroe e sì, in buona sostanza, il King Kong del film.

 

10) Se nel film si parla di una tempesta che colpisce Isla Nublar, il cast dovette affrontare un vero uragano che si abbatté sulla location usata per le riprese. Nonostante Isla Nublar sia descritta nel film come un'isola al largo del Costa Rica, Spielberg scartò l'idea di girare in quel Paese del Centro America, perché temeva di non trovare infrastrutture adeguate per il trasporto delle attrezzature. Si optò quindi per l'isola hawaiana di Kauai… colpita durante le riprese dall'uragano Iniki. Cast e troupe furono raccolti nella sala da ballo dell'hotel in attesa che l'uragano passasse. Spielberg racconta di esser uscito a vedere l'occhio del ciclone… e di aver scoperto solo a pericolo passato che Richard Attenborough era rimasto a dormire per tutto il tuo tempo nella sua stanza. Quando il regista gli chiese come ci fosse riuscito, Attenborough gli rispose: "Mio caro ragazzo, io sono sopravvissuto al Blitz!" (i bombardamenti tedeschi sull'Inghilterra tra il 1940 e il 1941).

 

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